La triade

IL BAMBINO PER GIOIOSA

Ogni bambino, per Gioiosa, ha il diritto di essere educato nel senso etimologico del termine (il quale deriva dal latino exducere, cioè “tirar fuori”).

Ogni bambino ha bisogno di essere aiutato a scoprire e ad alimentare continuamente il valore di sé stesso, delle cose e della realtà. Questa persona, unica e irripetibile, può essere educata a conoscere, ad accettare, a rendersi manifesta e a costruire sé stessa solo entrando in rapporto con la realtà che la circonda.

La realtà è fatta di persone, di fatti, di eventi, del presente e del passato. La visione olistica del bambino, sulla quale si fonda il progetto di Gioiosa, parte proprio dall’idea che il bambino ha tutto in potenza ed è costituito da varie dimensioni (sociale, emotiva, giuridica, etica, morale, estetica).

Si tratta di creare, attraverso i vari linguaggi che proponiamo, le condizioni tali affinché questo sviluppo e questa presa di consapevolezza abbiano inizio.

Quello di Gioiosa è quindi un bambino protagonista, ricco di risorse personali, intraprendente, desideroso di mettersi in gioco e di imparare da solo e insieme agli altri; un bambino che si pone come soggetto attivo nel suo processo di apprendimento, curioso, interessato a conoscere e a comprendere, in grado di interagire con gli altri e di utilizzare la sua mediazione per esplorare e intervenire sulla realtà per modificarla. L’idea di Gioiosa è quella di un bambino impegnato in un processo di costruzione attiva della propria storia con i suoi pari, con gli adulti, con l’ambiente e con la cultura; un bambino che incontra un generale consenso tra gli educatori della scuola, i quali sono pienamente consapevoli della straordinaria ricchezza di questa sua età.

I GENITORI PER GIOIOSA

Partendo dall’idea che la cura e l’educazione dei bambini sono una responsabilità sociale, diviene fondamentale creare una continuità educativa tra l’ambiente scuola/nido e l’ambiente familiare: un compito e una responsabilità che Gioiosa si assume e che rende concreti attraverso il suo metodo. La collaborazione con i genitori costituisce un aspetto fondante da promuovere e coltivare.

Nel metodo di Gioiosa è indispensabile riuscire a instaurare una buona comunicazione tra scuola/nido e la/le famiglia/e, una comunicazione mediante la quale sia possibile creare una comunità educante ed educativa in cui, attraverso un “gioco di squadra”, si riesca a garantire una cura responsabile dei bambini e a supportare e sostenere anche i genitori nel loro compito di aiutare i figli a crescere.

Gioiosa vuole offrirsi come contesto di sostegno educativo per la famiglia, un contesto in cui le competenze e le potenzialità di ogni genitore vengano valorizzate e considerate come risorse educative importanti.

L’INSEGNANTE DI GIOIOSA

L’educatore è colui che ha in sé il senso dell’empatia e della meraviglia, che nutre amore per la vita e per la crescita dell’altro. L’educatore crea, promuove relazioni, comunica con i gesti, con le parole, con gli sguardi, sa ascoltare e accogliere gli umori e le emozioni, sa usare il sorriso, il cuore e il tempo.

L’educatore di Gioiosa aderisce ai valori educativi dell’associazione, tra i quali vi sono la condivisione del metodo, la didattica, la volontà di coltivarsi nella coesistenza e la dedizione permanente alla formazione di sé. Il rapporto di cura che l’educatore offre al bambino ha lo scopo di emanciparlo, dandogli il giusto sostegno nel momento del bisogno, per poi lasciare che si provi autonomamente.

Nella relazione educativa gli insegnanti svolgono una funzione di mediazione e facilitazione, aiutano i bambini a pensare e a riflettere, sollecitandoli a osservare, descrivere, narrare, fare ipotesi, dare e chiedere spiegazioni in contesti operativi e di confronto diffuso.

Lo stile educativo si ispira a criteri di ascolto, accompagnamento, interazione partecipata, mediazione comunicativa, attraverso una continua capacità di osservazione del bambino, di presa in carico del suo “mondo”, di lettura delle sue scoperte, di sostegno e incoraggiamento all’evo­luzione dei suoi apprendimenti verso forme di conoscenza sempre più autonome e consapevoli.

La professionalità degli educatori si arricchisce attraverso il lavoro collaborativo, la formazione continua in servizio, la riflessione sulla pratica didattica e il costante approfondimento metodologico.